Quante volte ci siamo sentiti frustrati in situazioni in cui abbiamo dovuto ripetere frasi o concetti fino allo sfinimento? Frasi come: “Te l’ho detto mille volte”, “Perché non mi ascolti?”, “Perché non fai come ti dico?”, sono un possibile esempio dell’esasperazione degli adulti nei confronti di bambini che non ascoltano. E perché i bambini non ci ascoltano? E’ solo un problema di comunicazione o veramente non sono interessati a quello che diciamo?

Molto spesso accade che i bambini non ascoltino gli adulti, non per fare un capriccio o un dispetto, ma perché allo stesso modo non si sentono compresi e accolti, non si sentono visti e apprezzati dalle loro figure di riferimento.

Dare per scontato che le proprie idee, un proprio stile di ragionamento, siano condizioni facilmente equiparabili alle idee degli altri, non sfugge da una visone ottusa ed egocentrica che sia ha delle relazioni tra individui.

Pensare che i bambini possano comprendere senza esitazioni quello che diciamo anche dopo che glielo abbiamo ripetuto “mille volte”, non è la chiave per poterci fare ascoltare da loro. Il primo passo sarebbe quello di imparare noi ad ascoltare attivamente gli altri.

L’ascolto attivo si verifica quando impariamo ad accogliere il messaggio dell’altro, senza per forza costruire una possibile risposta. Per fare questo dobbiamo prima fare un lavoro di pulizia dentro di noi, ovvero togliere qualsiasi pensiero, pregiudizio, comportamento che ci impedisce di essere in completa attenzione dell’altro per coglierne tutto il carico di significati ed emozioni. Soltanto allora, l’ascolto diventa attivo e partecipativo, in quanto comporta un coinvolgimento emotivo e cognitivo.

In una relazione educativa, l’ascolto attivo rappresenta la chiave per poter entrare nel mondo del minore accogliendo i suoi comportamenti, i suoi stati d’animo, senza interpretarli o giudicarli. Non è certo un percorso facile che si può realizzare in tempi brevi, ma se vogliamo essere ascoltati, dobbiamo prima imparare ad ascoltare gli altri; in questo modo capiremmo meglio le incomprensioni che ci separano dall’altro e le strategie comunicative che possiamo attivare per poter essere ascoltati.

Ascoltare attivamente significa non invadere lo spazio dell’altro, ma fare spazio dentro di noi, abbassando il volume del nostro dialogo interiore per dare il benvenuto all’altro per ciò che sta condividendo con noi così com’è.

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